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Immagina una Venezia senza onde
Immagina una Venezia senza onde

Immagina una Venezia senza onde

Esiste un tipo di inquinamento, tra i canali delle città d’acqua come Venezia, che interviene sull’ecosistema almeno quanto il rumore del traffico nelle città tradizionali. È l’inquinamento da onda, quel movimento continuo dell’acqua provocato dal passaggio delle imbarcazioni. Prima conseguenza è l’erosione delle costruzioni, dei moli e dei monumenti che sorgono lungo i canali. La seconda sono le onde che rendono complessa la gestione del traffico, quando la presenza di imbarcazioni cresce. In entrambi i casi, i limiti di velocità possono contenere il problema, ma non lo risolvono.
Da queste ed altre osservazioni è nato il progetto GerrisBoats, la start up sviluppata nella primavera del 2020, durante il primo lockdown, dai soci dell’azienda ligure Verme Projects. Gerris come il gerride, l’insetto pattinatore che si muove sull’acqua, in silenzio, senza muoverla.

Un progetto aperto

L’obiettivo della start up è naturalmente la produzione di barche dotate di una piattaforma innovativa, in grado di limitare al minimo l’inquinamento da onda e risolvere tutta una serie di problemi tra traffico marittimo e vivibilità nelle città d’acqua. Ma l’altro obiettivo è quello di creare un progetto collaborativo ed aperto, una novità nel mercato dei cantieri e della progettazione nautica, ed i segnali di questo percorso si vedono già dalla compagine societaria. Oggi GerrisBoats riunisce tredici soci, i fondatori Massimo Verme e Roberto Rossi, ingegnere esperto in marine systems, a cui si sono unite figure di spicco non solo del mondo della nautica, ma anche dell’ambiente accademico, oltre ad alcuni imprenditori interessati allo sviluppo dei prototipi e, nel prossimo futuro, del business.
“Una compagine societaria pensata per dare forte credibilità al progetto” spiega il fondatore, Massimo Verme “un obiettivo che stiamo perseguendo anche con l’inserimento stabile, nella società, di figure di spicco di vari ambienti, che diano sostegno a tutto l’impianto”. 

Una barca davvero elettrica

Emergono diversi aspetti innovativi se si analizza il progetto GerrisBoats, tutti connessi tra loro. Innanzitutto la sostenibilità ambientale di una imbarcazione completamente elettrica. “Bisogna essere chiari su questo punto” continua Massimo Verme “non abbiamo applicato un motore elettrico ad una imbarcazione esistente, non si tratta di greenwashing. Abbiamo progettato le caratteristiche, la forma, la fluidodinamica, la parte sommersa di questa piattaforma in modo che, la barca a propulsione 100% elettrica, raggiungesse il massimo dell’efficienza sull’acqua. Sono approcci ben diversi”. 

Volare sull’acqua a bassa velocità

Il fondatore parla di piattaforma perché è questo il vero cuore del progetto, la parte della barca a contatto con l’acqua. Ed è proprio qui, in questo speciale brevetto, che si dovrebbe risolvere il problema dell’inquinamento da onda.
La piattaforma GerrisBoats, infatti, consente all’imbarcazione di muoversi sollevata sull’acqua – si potrebbe pensare all’aliscafo o alle barche dotate di foil – ma a differenza di questi tipi di barche non deve raggiungere elevate velocità per sollevarsi. Questo significa potersi mettere in questo assetto anche a bassa velocità, anche all’interno dei centri urbani o dei porti commerciali. L’inserimento di scafetti laterali che vanno ad appoggiarsi sull’acqua, infatti, permette alla parte superiore della barca di alzarsi e restare sollevata dall’acqua, mantenendo lo scafo in equilibrio.
“Le barche foil, quando navigano, soprattutto quelle ad ali immerse, possono atterrare in modo brusco sull’acqua per qualsiasi motivo, un’avaria o un’onda anomala, ed avere un incidente” spiega Massimo Verme “nel caso di GerrisBoats, innanzitutto riusciamo a decollare ad una velocità più bassa, e poi ci sono gli scafetti laterali che, in caso di frenata, permettono un atterraggio morbido, un minor impatto sull’acqua. Questa caratteristica può fare la differenza nel trasporto passeggeri, settore su cui i tradizionali foil non possono essere davvero applicati”. 

Infine, la capacità di sollevarsi dall’acqua e di restare in equilibrio è utile per il trasporto di passeggeri disabili: la piattaforma, sollevando lo scafo, può adattarsi all’altezza del molo, per consentire un trasferimento più agevole dalla terraferma alla barca. 

Il futuro dei taxi delle città d’acqua come Venezia, anche in un momento in cui il rinnovamento delle flotte in chiave sostenibile è oggetto di investimenti e finanziamenti pubblici, può passare da questo progetto. GerrisBoats si sta sviluppando sia con finanziamenti propri, sia con la collaborazione di diverse aziende ed in autunno potrà entrare nella fase concreta di costruzione del primo prototipo.  

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